Dalí conobbe Picasso a Parigi nel '26. Pur sfoggiando come suo solito un narcisismo esasperato, durante questo incontro ammise la superiorità di Picasso affermando che "aveva voluto conoscerlo prima di vedere il Louvre". Ma commentò anche che "il mondo era troppo piccolo per contenerli entrambi".

 

In una sua dichiarazione a proposito di Picasso, Dalí sostenne che: "Picasso è un genio, più che un pittore è un genio, ma come ho detto tante volte è un genio di tipo anarchico e distruttivo; in altre parole, rovina tutto, ma in modo geniale. Senza Picasso non sarebbe mai esistito il cubismo e senza Miró e Dalí il surrealismo sarebbe stato nient'altro che un velocissimo quarto d'ora di pittura letteraria."